E alora.. je tut cambiat!
Stamani sono stato dal doc per capire di che morte stavo morendo in merito ai dolori lancinanti che arrivavano la costato, dopo la caduta sulla neve. Sono il decimo nella sala d'attesa e questo corrisponderà, scoprirò dopo, a circa un'ora di pazienza prima di essere "servito". In quest'ora mi sono divertito ad ascoltare i tanti vecchietti arzilli che mi precedevano e che parlavano tra di loro degli amici di un tempo, di quello che gli mancava un occhio e che ora non c'è più, e nemmeno suo figlio sa? del fratello della sorella della dirimpettaia che non lo sai che è morto e di quello che era un signorino, no, no, non si è mica mai sposato e ora sta sempre in casa con sua sorella, si, quella che è vedova, ma non sta poi troppo bene nemmeno lei alla fine... Insomma un'ecatombe. Ed ogni tanto, quando chiudevano un capitolo su una famiglia per aprirne uno nuovo su un'altra, la frase ricorrente era: "E alora.. je tut cambiat!". Della serie, si stava meglio quando si stava peggio.
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